
La cosa più bella è suonare assieme, lasciandosi sorprendere dalle note che si sviluppano e, trascinati dalle sensazioni, ritrovarsi assieme al pubblico nell’agitarsi delle emozioni; un luogo a metà tra la voglia di fuggire e il desiderio di tornare.

Che genere facciamo?
Suoniamo quel che ci piace, musiche che ci nascono dentro e che in qualche modo trovano la strada per uscire, musiche che ci attraversano e che nel passaggio si incastrano agli strumenti, musiche che ti si pongono di fronte e che non puoi non affrontare e infine musiche che cerchi dappertutto e che ti accorgi di aver sempre avuto in tasca.
Diamo peso alle parole, e per qualcuno questo è sufficiente a definirlo genere cantautoriale, in verità comanda l’urgenza di dire qualche cosa, come sempre, di dire quello che pensi, e di farlo avvolgendo il tuo messaggio nell’armonia dei suoni.





